Microservizi in Java con Spring Boot e Spring Cloud

Negli ultimi anni non si sente altro che parlare di microservizi: se fai microservizi sei cool, altrimenti sei vecchio. Il salto da una applicazione monolitica ad una costellazione di piccole applicazioni però può essere più doloroso di quanto si pensi se non si hanno strumenti in grado di supportare le problematiche introdotte dai sistemi distribuiti.
Spring è sempre stato una garanzia e non sorprende se oggi come oggi Spring Cloud si sia ritagliato nel giro di poco tempo il ruolo di framework leader quando si pensa ai microservizi nel mondo Java.

JCache con Spring Boot e Hazelcast

La specifica JCache non è riuscita ad entrare nell’ultima versione di Java EE (7) ma è già viva e supportata nel mondo circostante, per esempio da Spring. In realtà Spring aveva già una sua implementazione del sistema di caching che poi ha esteso per supportare la specifica

Il Pattern Decorator e Java EE 6: quando il vecchio si fa nuovo con CDI

Per chi è cresciuto a pane e GoF non sarà certo la prima volta che sente parlare del Pattern Decorator. In due parole, questo pattern permette di aggiungere in modo modulare funzionalità, a compile-time, ai metodi di una classe esistente, mantenendone l’interfaccia intatta. L’aggiunta o la rimozione di queste funzionalità risulta quindi totalmente trasparente all’utilizzatore. Nel contesto attuale dello sviluppo Java, sempre più governato da “container” che risolvono automaticamente le dipendenze, implementare questo pattern poteva non essere banale fino a ieri. La nuova specifica Context and Dependancy Injection (CDI) introdotta in Java EE 6 invece supporta nativamente i decoratori: vediamo come.