Cross-field validation: validazione incrociata con JSF e RichFaces 4

A chi non è mai capitato di compilare una form web che chiedeva di ripetere la password o l’indirizzo mail per conferma? Una richiesta più che legittima quando si stanno inserendo dati importanti. L’implementazione di questa logica è banale, ma quando si lavora con certi framework è bene seguirne le best practice per non ritrovarsi in situazioni spiacevoli. Prendiamo per esempio JSF: come si potrebbe realizzare la validazione incrociata tra i campi? Vediamo insieme un paio di soluzioni!!

Web App mobile con jsf2: che framework usare?

Quando si parla di sviluppo per dispositivi mobile (in particolare Android e iOs) ci troviamo sempre di fronte a un dilemma: sviluppiamo una applicazione nativa in Java o Objective C o una web app ottimizzata per il mobile? La risposta giusta non esiste ma se abbiamo già una web app sviluppata con jsf la scelta più immediata è quella di usare questo framework anche per sviluppare la versione mobile.

Indicatori di caricamento con RichFaces 4 e jQuery BlockUI

La novità più importante di RichFaces 4 è stata sicuramente il passaggio da prototype a jQuery, questo cambiamento ha portato una maggiore leggerezza di tutto il framework e molti altri vantaggi. Per sviluppatori si aprono molti scenari interessanti in quanto i numerosi plugin di jQuery già sviluppati possono essere integrati facilmente in una web app. In questo post vediamo come sfruttare jQuery BlockUI per creare facilmente un indicatore di caricamento associato a una chiamata ajax.

PrettyFaces: come rendere una applicazione jsf seo friendly

Le applicazioni web sviluppate con jsf normalmente non vanno molto d’accordo con i motori di ricerca, i parametri passati in post e il fatto che gli url spesso non sono “parlanti” sicuramente non aiutano in questo senso. Per fortuna c’è PrettyFaces, una libreria di ottima realizzazione che ci aiuta nell’importante compito di creare un sito ottimizzato per i motori di ricerca.

Ottimizzazione del traffico di rete con RichFaces

Nel file di configurazione web.xml è possibile definire molti parametri per modificare il comportamento di una applicazione web. In questo post vedremo nel dettaglio i parametri che permettono di configurare il modo in cui sono trasferiti i dati dal server al browser nel caso di una applicazione web che utilizza RichFaces 3.3.3 (molti dei parametri sono disponibili anche nella versione 4 di RichFaces).

JSF 1.2 Basics: i backing bean

Dopo il post “teorico-ma-non-troppo” sul lifecycle, mettiamo un po’ le mani in pasta per creare e successivamente ampliare la nostra prima pagina JSF Richfaces…vediamo come, partendo dalle basi!

JSF e workflow: decoriamo la navigazione JSF

Usate JSF per le vostre applicazioni Enterprise e non? Pensate che il sistema di navigazione sia inadatto alle vostre esigenze? Riflettete un attimo alla grande modularità con cui è stato concepito JSF: possiamo cambiare RenderKit, ViewHandler, introdurre PhaseListeners e… ovviamente cambiare il NavigationHandler! In questo post vedremo come è possibile modificare il sistema di navigazione JSF decorandone gli outcome.

L'alternativa a Java EE: come implementare lo stack JSF+Spring+Hibernate con Java SE e Tomcat – Parte II

Nella prima parte di questo post abbiamo presentato una configurazione alternativa e ben collaudata all’architettura Java Enterprise, senza però rinunciare ad alcune delle sue peculiarità. Una volta configurato l’ambiente come descritto nel primo post, vedremo adesso come è possibile integrare e far interagire a runtime in modo molto semplice JSF 2, Spring 3 e Hibernate 3.5.

L'alternativa a Java EE: come implementare lo stack JSF+Spring+Hibernate con Java SE e Tomcat – Parte I

La specifica Java EE 5 ha fatto grandi passi avanti rispetto alla versione precedente: adesso anche per noi comuni mortali è possibile usare gli Enterprise Java Beans (EJB) senza perdersi nella giungla di interfacce da implementare. Per poter usare questi strumenti potenti abbiamo però bisogno di una infrastruttura altrettanto potente, ovvero un Application Server (come JBoss, Glassfish o WebSphere) che implementa la specifica Java Enterprise. A seconda dei progetti, capita a volte di percepire questi strumenti come dei veri e propri “carrozzoni”, come se si volesse per forza usare un bazooka per schiacciare una formica. Abbiamo davvero bisogno sempre e comunque di un bazooka? Se il nostro target è la formica forse il gioco non vale la candela. In questo post vedremo come prendere in prestito quel che veramente ci serve del mondo Enterprise e riportarlo in un contesto più agile grazie al buon vecchio Tomcat.