WhyMCA: diario della mobile developer conference

E’ da poco finito whyMCA, conferenza molto interessante sul mondo mobile che si è tenuta a Milano il 20 e 21 Maggio. Quest’anno fra quelli che avevano il badge con scritto “speaker” c’ero anche io! Nella mattinata del secondo giorno ho tenuto un talk che parlava degli widget su Android.

Se vi siete persi il talk, potete dare un’occhiata alle slide qui sotto e scaricare l’esempio di cui ho parlato nel tak da github.

A parte il mio talk (lascio a voi i commenti!) ci sono stati molti talk interessanti: quello che è mi ha colpito di più è stato sicuramente quello di Andrea Picchi: lo user centered design per il mobile. Lo user centered design e i fondamenti cognitivi della user experience sono due argomenti che conosco poco, ma che cercherò di approfondire appena possibile!

Molto interessanti i talk che hanno parlato dei framework javascript da usare per sviluppare siti web mobile (e poi trasformarli in app usando per esempio PhoneGap). Il più interessante fra questi framework mi sembra jQuery mobile, seguito a ruota da Sencha Touch. E’ stato presentato anche appML: è sviluppato in Italia e sembra promettente, vedremo se saprà ritagliarsi il suo spazio nel tempo.

Fra i talk più tecnici mi è piaciuto quello di Emanuele Di Saverio su come sopravvivere con la frammentazione di Android. Peccato che soprattutto con le domande finali sia passato il messaggio che sviluppare per Android sia una giungla! Io sono fra gli ottimisti e penso che la “frammentazione dei display” sia una delle chiavi della diffusione di Android, permette di avere device per tutte le tasche. Ovviamente c’è da usare qualche accortezza (spiegata molto bene nel talk) per supportare tutti i device, ma con un po’ di esperienza si riesce a non impazzire troppo.

Una cosa che mi ha colpito è che ci sono stati molti talk che hanno presentato soluzioni alternative allo sviluppo di applicazioni native in Java (per Android) o Objective C (per iPhone/iPad). C’è chi vuole sviluppare app mobile in JavaScript usando titanium appcelerator, chi vuole sviluppare in C# usando MonoDroid e chi vuole usare la libreria QT, tutto questo allo scopo di sfruttare le conoscenze già maturate; mi sembra tuttavia quasi utopico pensare di creare in un colpo solo una app per Android, iOS e Windows Phone.

Ma non c’è proprio nessuno che ha voglia di investire in formazione in un settore così promettente come quello del mobile?

Fabio Collini

Software Architect con esperienza su piattaforma J2EE e attualmente focalizzato principalmente in progetti di sviluppo di applicazioni Android. Attualmente sono nel team Android di Cynny, ci stiamo occupando dello sviluppo dell'app Morphcast. Coautore della seconda edizione di Android Programmazione Avanzata e docente di corsi di sviluppo su piattaforma Android. Follow me on Twitter - LinkedIn profile - Google+

  • Stefano Ottaviani

    Ciao, ti rispondo al volo… un altro grande scopo è quello di evitare di avere almeno 3 versioni degli algoritmi scritti in altrettanti linguaggi diversi (objective-c, java e c#), giusto per elencare i dispositivi citati… non sarebbe poco, no :)?

    • Ciao, in effetti hai ragione ma non la farei così semplice! Quante sono le applicazioni mobile che hanno una “logica di business” complicata? Ovviamente non contano quelle che hanno una parte lato server che già può essere condivisa da più client.
      Parlo di logica di business in quanto scrivere una volta solo le interfacce mi sembra impossibile, si parla tanto di frammentazione di Android e penso che sia dura con un codice solo scrivere una interfaccia per tutti i sistemi operativi.
      Comunque personalmente non ho ancora provato questi tool, se qualcuno ha esperienza e si è trovato bene sono contento di essere smentito!

      • Alfredo

        Ciao Fabio

      • Ciao Fabio,

        innanzitutto grazie per il tuo talk…

        Io personalmente penso che lo sviluppo crossplatform, almeno allo stato
        in cui e’ oggi, possa andare bene per realizzare applicazioni “vetrina”,
        con poche caratteristiche tecniche e molta “grafica”… Certo, non parlo di giochi oppure app davvero complicate, ma se anche con 2 passaggi riesco a sviluppare per 3 piattaforme, comunque ho risparmiato circa il 33% del tempo totale.

        Poi sono d’accordo anche io che per applicazioni piu’ “toste” ogni SO abbia i suoi paradigmi, recepiti e implementabili appieno solo sviluppando con il linguaggio nativo.

        Pero’ come si dice, ad ognuno il suo 😉

        • Ciao, d’accordissimo con te! Anche se per le applicazioni “vetrina” è da provare anche jquery mobile con phoneGap, così non c’è bisogno neanche di fare il sito web mobile!
          Ciao e complimenti per l’organizzazione

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