Primi passi con Spring Batch

Realizzando applicazioni business-to-business non è raro incontrare la necessità di fare movimentazione massiva di dati in modo automatico, schedulato e fail-safe. Un bel batch quindi è quello che ci vuole! 🙂 Ovviamente si può fare in mille modi, usare mille framework differenti se necessario, schedularli tramite Cron per esempio o Quartz e così via. Ultimamente mi è capitato di dover...
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Maven Archetype per JSF 2, Spring 4 e JPA 2

Sono passati ormai più di due anni dal post che spiegava come creare un progetto con JSF, Spring e Hibernate/JPA. E’ arrivato il momento di aggiornarlo a Maven, con tutte le nuove dipendenze! Un archetipo tutto nuovo Ovviamente se si parla di migrare il progetto a Maven, non possiamo che partire da un archetipo. Cercando in rete, quello più interessante...
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Il Pattern Decorator e Java EE 6: quando il vecchio si fa nuovo con CDI

Per chi è cresciuto a pane e GoF non sarà certo la prima volta che sente parlare del Pattern Decorator. In due parole, questo pattern permette di aggiungere in modo modulare funzionalità, a compile-time, ai metodi di una classe esistente, mantenendone l’interfaccia intatta. L’aggiunta o la rimozione di queste funzionalità risulta quindi totalmente trasparente all’utilizzatore. Nel contesto attuale dello sviluppo Java, sempre più governato da “container” che risolvono automaticamente le dipendenze, implementare questo pattern poteva non essere banale fino a ieri. La nuova specifica Context and Dependancy Injection (CDI) introdotta in Java EE 6 invece supporta nativamente i decoratori: vediamo come....
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L’alternativa a Java EE: come implementare lo stack JSF+Spring+Hibernate con Java SE e Tomcat – Parte I

La specifica Java EE 5 ha fatto grandi passi avanti rispetto alla versione precedente: adesso anche per noi comuni mortali è possibile usare gli Enterprise Java Beans (EJB) senza perdersi nella giungla di interfacce da implementare. Per poter usare questi strumenti potenti abbiamo però bisogno di una infrastruttura altrettanto potente, ovvero un Application Server (come JBoss, Glassfish o WebSphere) che implementa la specifica Java Enterprise. A seconda dei progetti, capita a volte di percepire questi strumenti come dei veri e propri “carrozzoni”, come se si volesse per forza usare un bazooka per schiacciare una formica. Abbiamo davvero bisogno sempre e comunque di un bazooka? Se il nostro target è la formica forse il gioco non vale la candela. In questo post vedremo come prendere in prestito quel che veramente ci serve del mondo Enterprise e riportarlo in un contesto più agile grazie al buon vecchio Tomcat....
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